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Come conservare la frutta: meglio in frigo o in dispensa?

A ogni stagione la sua varietà di frutta, perché siamo sinceri, aspettiamo l’autunno per il foliage, per le temperature che si fanno più miti, per poter indossare di nuovo il nostro pullover preferito, ma anche perché potremo mangiare uva e fichi a volontà. Stesso discorso per gli agrumi e la melagrana in inverno, i frutti di bosco, le nespole e le albicocche in primavera; il cocomero, il melone e le pesche in estate. Più varietà di frutta ci sono a nostra disposizione, più ne vogliamo. Le consumiamo durante lo spuntino, se pranziamo all'aria aperta, in ricette ricercate, le centrifughiamo o frulliamo per poterle bere. Se per frutti come mele, pere, ananas la conservazione è semplicissima, per altri tipi di frutta più delicati o strani abbiamo sempre dubbi su come vadano conservati. Metterli in dispensa o no? Al fresco? Come conservare la frutta in frigo? Abbiamo cercato di rispondere alle vostre domande su come si conserva correttamente la frutta a casa.

Agrumi: come si conservano le arance

Sono tra i frutti più longevi che possiamo acquistare: le arance (ma anche gli altri agrumi) mantengono le proprie caratteristiche organolettiche per lungo tempo. Artefici della lunga vita degli agrumi sono sicuramente la buccia oleosa e spessa e l’albedo, ovvero la parte bianca al di sotto della buccia, che protegge uniformemente gli spicchi. Ovviamente sono più durature le arance non trattate, per questo preferitele alle altre quando andate a fare la spesa. Non devono presentare ammaccature evidenti e screpolature sulla buccia. Ecco pochi utili consigli su come conservare le arance: disponetele distanziate in un contenitore che permetta il ricircolo d’aria, preferite quelli fatti con materiali naturali, una cassetta di legno ad esempio. Conservatele al fresco, se le temperature sono abbastanza rigide va bene anche il balcone, ovviamente coperte e non a diretto contatto con i raggi del sole, oppure in frigo nel cassetto dedicato alla frutta. Certo è che, man mano che le arance rimangono in dispensa, il loro gusto cambia. La cosa è piuttosto ovvia perché con il passare dei giorni, le arance tendono a perdere acqua e quindi il loro succo si concentra, diventando sicuramente più zuccherino.

Come conservare il succo di limone

Gli agrumi sono tra i frutti più interessanti quando si parla di conservazione, perché si possono preservare interi, ma anche separando le singole parti. Il caso del succo di limone viene in mente se si pensa di realizzare in casa un liquore al limone o ricette che prevedano l’utilizzo della sola buccia. Come conservare il succo di limone quando ne abbiamo in abbondanza? Purtroppo, non è possibile conservarlo in frigo perché in pochi giorni cambierà sapore, quindi potete o versarlo in barattoli sottovuoto o se avete bisogno di piccole quantità semplicemente congelarlo. Per il primo metodo, procuratevi dei vasetti sterili con un tappo a vite che consenta una chiusura ermetica. Ricavate il succo di limone con uno spremiagrumi e filtratelo se preferite. Versatelo in una casseruola e portatelo a bollore. Travasatelo nei vasetti e chiudete il tappo. Potete sfruttare il calore del succo per creare il sottovuoto. Una volta chiuso il contenitore capovolgetelo e lasciatelo freddare completamente. Altrimenti disponete i vasetti in una pentola capiente piena d’acqua per due terzi dell’altezza dei vasetti, immergetevi i barattoli e lasciate che l’acqua bolla per 15- 20 minuti, spegnete e tirateli fuori con cautela. Asciugateli e lasciate che si raffreddino completamente. Teneteli in dispensa al buio per un massimo di 10 mesi. Una volta aperto un vasetto consumate il succo in massimo 4 giorni. Per il secondo metodo: ricavate il succo, versatelo poi uno stampo per cubetti di ghiaccio e lasciatelo raffreddare nel cassetto del congelamento rapido per una notte. Una volta solidificato completamente potete sformarlo e conservarlo in freezer in un sacchetto.

E le bucce di limone, come possiamo conservarle?

Se invece ad essere necessario fosse il succo, ricordate di sbucciare il limone e conservarne le zeste. Per prima cosa prestate attenzione a come ricavate questa parte fondamentale del limone. Prima di conoscere come conservare le bucce di limone, infatti, sappiate che potete usare un pelapatate per ricavare una buccia sottile e molto aromatica. Come accennavamo prima, l’albedo, la parte bianca che avvolge gli spicchi, è molto amara, è, infatti, la responsabile di quel sapore sgradevole che spesso incontriamo nelle creme o in altre preparazioni insaporite con il limone. Utilizzando un pela verdure quindi diminuirete sostanzialmente la possibilità di unire alla scorza anche questa parte. Ora che avete le vostre bucce di limone scopriamo come se ne preserva la durata. Esistono due metodi, il primo consiste nel congelare la buccia di limone in freezer. Come per il succo, utilizzate il cassetto del congelamento rapido. Per evitare che le bucce si attacchino disponetele su un tagliere e una volta congelate spostatele in un sacchetto. Per il secondo metodo utilizzate un essiccatore. Disponete uniformemente le bucce sul vassoio e impostate essiccazione media per 6- 8 ore. Una volta completato il ciclo, conservatele in un contenitore ermetico. Se non avete un essiccatore potete essiccare le bucce di limone in forno a 60°C per 1 ora, poi sminuzzerete le bucce con un cutter e verserete la polvere in un barattolo con il tappo a vite.

Le banane, come far in modo che non anneriscano

Lo sappiamo, le banane compiono lunghi viaggi prima di giungere sulle nostre tavole, per questo motivo vengono colte acerbe e completano la loro maturazione in fruttai o in celle mentre vengono spedite da un capo all’altro del pianeta. Una volta acquistate quindi bisogna imparare come conservare le banane per far sì che non diventino scure e puntinate troppo presto. Comprate banane turgide e di un giallo delicato, non ammaccatele nel trasporto e una volta giunti a casa toglietele dal sacchetto. Da questo momento in poi se volete che rimangano sode più a lungo il vostro nemico sarà l’etilene. È questo gas che contribuisce alla produzione di zuccheri e quindi alla maturazione. Tenetele lontane da mele e pomodori che ne velocizzano la sintesi e quindi la maturazione e non staccate le banane dalle altre, l’unione fa la forza! Potete anche avvolgere il picciolo con un pezzo di pellicola per alimenti per attenuare la produzione di etilene sia in banane meno mature sia in quelle già pronte per essere consumate. Ma se dovessero diventare scure ricordate che il banana bread, uno dei dolci soffici della cucina americana, si prepara proprio con questo tipo di frutta surmatura.

Per veri professionisti: come conservare l’avocado

È entrato nella nostra cucina prepotentemente negli ultimi anni, per via del suo sapore erbaceo delicato e della sua facilità di utilizzo in insalate e dolci, l’avocado rimane però uno dei frutti più difficili da scegliere al supermercato. Dobbiamo imparare a conoscerlo per poterne acquistare con oculatezza e non mangiare un frutto o troppo acerbo o troppo maturo. Partite da una considerazione di base: quando intendete mangiarlo? Se la risposta è subito, appena tornati a casa, potrete acquistare un avocado maturo. Se invece volete gustarlo quando ne avrete voglia o nei giorni a venire, prendetene uno più sodo e scoprite come conservare l’avocado. Il grado di maturazione si intuisce dalla consistenza della polpa, sfiorate l’avocado, se maturo sentirete la polpa cedere al tatto, altrimenti un avocado acerbo sarà duro. Come abbiamo già visto in precedenza le mele accelerano il processo di maturazione, quindi tenetele lontane se non vuole che maturi in fretta. Mettetelo in un sacchetto di carta e riponetelo in un luogo fresco e asciutto, altrimenti decidete di conservare l’avocado in frigo per un massimo di 24 ore, ovviamente nel cassetto dedicato alla frutta e verdura. Lasciato per più tempo tenderà a marcire. Se ne avete utilizzato solo metà e volete conservare l’avocado rimanente ricordate che il succo di limone previene l’ossidazione, irroratelo con il succo e lasciatelo in frigo per un giorno.

Come conservare le fragole?

Tra tutti i frutti, la fragola è una delle più delicate e sensibili agli sbalzi di temperatura. Non presenta praticamente buccia ed è ricca d’acqua, questo fa sì che, se sottoposta a un calore eccessivo per troppo tempo, tenda immediatamente a marcire. Notate infatti che spesso le fragole, soprattutto per la ristorazione o per i banchetti, vengono vendute surgelate, in questo modo se ne blocca la maturazione e il sapore. Per questi piccoli frutti, come per gli altri frutti di bosco, è necessario prestare molta attenzione a come conservare le fragole. Per prima cosa permettete che tra le fragole vi sia un ricircolo di aria, quindi appena giunti a casa, eliminate il contenitore di plastica ed esaminatele: se vi sono fragole schiacciate, consumatele immediatamente e non lasciatele con le altre. Non lavatele inoltre per evitare di eliminare la piccola peluria protettiva e ovviamente non togliete le foglie. Ora potete posizionarle ben distanziate, utilizzando un contenitore capiente foderato di carta da cucina, che serve ad assorbire l’umidità. C’è chi consiglia di tamponare le fragole prima di disporle, se decidete di farlo prestate molta attenzione a non ammaccarle. Le fragole si conservano in frigo per un massimo di 2 giorni. Essendo molto delicate tendono ad assorbire gli odori, quindi copritele con un panno e tenetele lontano da altri alimenti che potrebbero modificarne il sapore.

Come conservare albicocche

Le albicocche sono un frutto con una stagionalità molto limitata ed è forse per questo che le amiamo così tanto. La buccia sottile, che presenta una leggera peluria, protegge una polpa ricca di acqua e di zucchero, sono un concentrato di betacarotene e licopene ma sono anche ricche di fibre. In stagione, quindi, compratene in quantità e consumatele sempre al giusto grado di maturazione, seguite questi semplici accorgimenti su come conservare le albicocche. Come per le fragole, anche in questo caso, una volta giunti a casa bisogna eliminare imballaggi in plastica, qualora ce ne siano, verificare che tutti i frutti siano integri e disporli in un recipiente capiente e traspirante ben distanziati tra loro. Conservate a temperatura ambiente hanno una vita di 48 ore massimo, dipende dal loro grado di maturazione all'acquisto. Le albicocche si conservano in frigo fino a un massimo di 4 giorni, dopo tendono ad avvizzirsi e diventare mollicce. Ricordatevi di lavarle solo prima di consumarle. Se avete un albicocco in casa che produce molti frutti potete scegliere di essiccarle semplicemente. Scegliete quelle di medie dimensioni, che si essiccano meglio, lavatele, tagliatele a metà e disponetele ordinatamente nell’essiccatore con la buccia rivolta verso il basso. Impostate a 50°C e lasciate essiccare per 48 ore. Poi riponete in un contenitore ermetico.

Tabacchiere, noci o a polpa bianca: come conservare le pesche?

Le pesche fanno parte della famiglia delle rose e sono giunte in Europa dalla Cina, attraversando la Persia, da qui il nome. Sono ricche di potassio e vitamina C oltre che essere buonissime. Come abbiamo visto per le albicocche, anche le pesche hanno caratteristiche simili, buccia sottile ma compatta, con una leggera peluria, assente in varietà come la noce, abbondano sugli alberi durante l’estate e giungono sulle nostre tavole a poche ore dalla raccolta. Se le preferite succose e mature dovete fare attenzione a come conservare le pesche perché con il caldo potrebbero facilmente rovinarsi. Rispetto ai frutti più piccoli tendono a marcire meno facilmente se conservate in cassette di materiale naturale, con il picciolo verso il basso e soprattutto distanziate e non ammassate tra di loro. Se intendete farle maturare velocemente posizionatele accanto a una mela o lasciatene in piccole quantità in un sacchetto di carta. Conservare le pesche in frigorifero ne rallenta la maturazione, ma come le fragole, le pesche tendono ad assorbire gli odori. Ricordati di metterle nel cassetto delle verdure a testa in giù, coprile con un sacchetto di carta se intendi tenerle in freddo. Puoi anche scegliere di congelarne la polpa tagliata a spicchi, oppure sciroppare le pesche per goderne fuori stagione.

Come conservare i fichi? 

Se dovete individuare il frutto più dolce che vi venga in mente, molti di voi sicuramente penseranno al fico. Coltivato in tutto il bacino del Mediterraneo era molto amato dagli antichi greci e dai latini. Non tutti sanno infatti che oltre a mangiarlo in purezza, appena colto dall'albero, veniva usato anche come contorno per piatti sostanziosi di carne. Ben nota è la ricetta del fegato con i fichi, tanto popolare da cambiare il nome dell’organo stesso. In latino infatti il fegato si chiamava iecur, la consuetudine di accompagnarlo con i fichi (ficatum) divenne così radicata da imporre un nuovo nome all'organo, il fegato per l’appunto.

Tornando a come conservare i fichi: partiamo dall'assunto che come avviene per altri frutti la loro composizione li rende difficili da trasportare e quindi poco pratici per la grande distribuzione. Tendono infatti ad ammaccarsi, quindi prestate attenzione a prendere frutti integri. Eliminate contenitori in plastica e disponeteli in un contenitore coperto di carta da cucina, distanziati tra loro, con il picciolo rivolto verso il basso. Teneteli a temperatura ambiente solo se acerbi, altrimenti conservateli coperti in frigo per un massimo di due giorni. Se ne avete in abbondanza, gli alberi di fico sono molto fruttuosi, ricavate semplicemente una marmellata o essiccateli, dopo averli tagliati in 4, per 30 ore a 50°C. Potete anche congelare la polpa in freezer e usarli per creare torte e crostate.



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